Come aiutare un bambino o un adolescente

Ci sono molte cose che si possono fare per aiutare un bambino o un adolescente.

Questa sezione fornisce alcune linee guida suddivise per categorie:

È importante che il genitore o familiare, che sta vivendo il lutto insieme al bambino/adolescente, sia anch’esso aiutato e supportato. La scomparsa di una persona cara è estremamente dolorosa e bisogna salvaguardare il proprio stato emotivo, mentale e fisico, per poter essere in grado di dare supporto al proprio figlio.

È importante dunque che i genitori, oltre a stimolare un dialogo con i bambini/adolescenti su come si sentano, parlino anche di come si sentono loro, non mascherino le emozioni, perché i figli potrebbero emularli e nessuno sarà più in grado di avanzare nell’elaborazione del lutto. Non essere onesti l’uno con l’altro, potrebbe causare problemi in futuro.

Se sospettate che il bambino/adolescente stia nascondendo deliberatamente le sue emozioni per proteggervi, spiegategli che non vi è necessità e incoraggiatelo a parlarvi apertamente.

La morte di un familiare o di una persona molto vicina può far piombare la famiglia nel caos e nella confusione. Cercate di mantenere le abitudini quotidiane del bambino/adolescente in modo molto regolare (struttura dei pasti, tempo dedicato al sonno). Questo è importante, sia per salvaguardare il suo stato fisico, che per fornirgli stabilità e sicurezza. Se vi chiedesse di tornare immediatamente a scuola, accondiscendete. Non siate tentati di tenerlo a casa; il ritorno alla normalità scolastica lo aiuterà molto. Se cominciasse a diventare violento con se stesso o con altri, siate molto fermi e determinati nel ristabilire i limiti consentiti. Spiegategli che, sebbene comprendiate le sue frustrazioni e rabbia, non è accettabile farsi del male o far del male ad altri.

Se non volesse presenziare al funerale, non costringetelo; viceversa, se lo desiderasse, portatelo con voi. I bambini e gli adolescenti, così come gli adulti, sentono spesso il bisogno di salutare per l’ultima volta il loro caro. Se preferisse farlo a casa, più intimamente, sarà una sua libera scelta.

Se mostrasse segni di regressione quali: bagnare il letto, parlare in modo infantile o se diventasse distratto, non sgridatelo né castigatelo, è in lutto e ha bisogno di amore e supporto. Se vi arrabbiaste potrebbe regredire e chiudersi in se stesso ancora di più.

Se foste davvero preoccupati per lui e pensaste di aver bisogno di aiuto esterno, non abbiate timore a chiederlo, agite per il loro bene. Rivolgetevi a un professionista della relazione d’aiuto o a Libellule nel cuore.

L’insegnante o il maestro sono le persone a cui, con più probabilità, il bambino/adolescente si rivolge, quando sente più forte il desiderio di parlare del proprio lutto. Questo può intimorire, soprattutto quando non si ha alcuna esperienza a trattare di lutto infantile e giovanile.

È essenziale che si stabilisca un canale di comunicazione con la famiglia, per comprendere quali siano le loro credenze e il loro pensiero, per aiutare il minore rispettando il modo di pensare della sua famiglia.

Consentite ai vostri allievi di parlarvi liberamente dei loro pensieri e delle loro emozioni, senza giudicarli. Permettete loro di prendersi tutto il tempo che vogliono; fate in modo di non essere distratti mentre vi parlano.

Può accadere che le loro prestazioni scolastiche peggiorino, allora mostrate comprensione e cercate un dialogo.

Se cambiano comportamento, diventano bulli o violenti, è necessario essere molto chiari sui limiti che non vanno superati ed è di vitale importanza avvisare la famiglia. Se il bambino/adolescente è a scuola, quando accade la morte di qualcuno a lui caro e dovrete essere voi a comunicarglielo (previo consenso della famiglia), dovrete, ovviamente, essere molto delicati. Portatelo in una stanza tranquilla dove nessuno può disturbarvi per dargli la notizia in modo confidenziale.

Assicuratevi di riportare e comunicare tutto quello che la famiglia desidera e di essere ben informati dei fatti. Spiegate con delicatezza l’accaduto, con un linguaggio appropriato alla sua età e alle sue capacità cognitive. Il bambino/adolescente probabilmente rimarrà scioccato (reazione comune a tutti di fronte alla notizia della morte di una persona cara), quindi preparatevi a dargli il tempo di acquisire i fatti, rassicurandolo che potrete parlarne anche in seguito, quando ne sentirà il bisogno.

Non lasciate che poi vada a casa da solo, accompagnatelo, magari con un collega, appena possibile.

Non informate subito la classe, se non avete il consenso della famiglia. Se pensate di offrire allo studente in lutto un supporto costante, al suo ritorno a scuola, fate in modo di trovare un collega con il quale condividerne l’esperienza verbalmente. Aiutare un bambino/adolescente in lutto può essere emotivamente molto faticoso.

Se la morte è stata determinata da un evento che ha attratto l’attenzione dei media (suicidio, femminicidio, omicidio), prendete tutte le precauzioni per proteggere il bambino/adolescente da stigmatizzazione, bullismo o isolamento da parte dei suoi compagni. La scuola (presidi, insegnanti etc.) dovrebbe attivare un piano d’azione per assicurare che gli studenti capiscano cosa è successo (sempre con il consenso dei genitori), fornendo loro l’aiuto necessario e cercando di tenere i media lontani.

Molti bambini vi faranno domande su come è accaduto. Sarebbe bene organizzare una riunione dove possano fare domande e condividere i loro pensieri, in modo tale da evitare congetture e pettegolezzi. Se pensate che lo studente che ha subito un lutto possa essere a rischio di negligenza o abuso, avvisate immediatamente i Servizi Sociali.

In molti casi e particolarmente nel periodo adolescenziale, i giovani in lutto possono trovare difficile condividere le proprie emozioni con i familiari, per paura di rattristarli.

In questo caso il ruolo della figura a contatto con il bambino/adolescente diventa di vitale importanza. Alcuni bambini si sentono più a proprio agio con una persona esterna al loro nucleo familiare. È quindi importante che l’operatore conosca la situazione relativa al lutto, per poter intervenire in maniera appropriata, offrendo supporto e aiuto senza superare i confini professionali.

Capita che il bambino/adolescente cominci ad aggrapparsi emotivamente all’operatore, specialmente se il supporto ricevuto gli è stato d’aiuto. In questo caso è difficile mantenere saldi i confini professionali con chi soffre emotivamente, al contrario potrebbero insorgere conseguenze per entrambi. Il minore va incoraggiato a raccontare alla famiglia che si sta confidando con voi e soprattutto ad aprirsi con i propri cari. Sarebbe opportuno essere affiancati da un collega quando si offre tale supporto, in modo che, in propria assenza, ci sia una figura alternativa a cui fare riferimento.

Cambi di carattere e di comportamento sono normali, ma se doveste osservare che il bambino/adolescente si comportasse in maniera distruttiva, nei suoi confronti o nei confronti degli altri, diventerà necessario parlargli e informare subito la famiglia. Se notaste che si stia attaccando troppo a voi, discutetene con i vostri collaboratori. Abbiate cura di voi stessi, cercate aiuto e supporto dal vostro supervisore, dal vostro superiore o dai colleghi.