Il manuale

Libellule nel cuore fornisce un manuale che faciliti il dialogo sulla morte, rivolto ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie in lutto. Il focus è posto sulla perdita di una persona cara e si rivolge a tutti i partecipanti al lutto come parenti, nipoti, amici e a chiunque sia stato toccato dalla tragedia.

Se ne consiglia l’utilizzo insieme a un professionista o comunque con un membro adulto della famiglia. È sconsigliato invece leggere il manuale tutto di un fiato, così come darlo ai bambini o ai ragazzi troppo a ridosso della perdita subita; l’ideale sarebbe iniziare ad utilizzarlo qualche mese dopo l’evento.

Vengono fornite delle linee guida per la sua consultazione:

  • È consigliabile che l’adulto accompagni il bambino nell’utilizzo del manuale.
  • Il bambino dovrà sempre scegliere cosa desidera fare in quel momento.
  • Non si devono usare o leggere necessariamente tutte le pagine, alcune possono essere prese in considerazione in un secondo momento.
  • Prendete il tempo di leggere ogni pagina per poterla utilizzare come spunto per il dialogo.
  • Incoraggiate i bambini a parlare.
  • Ascoltateli e cercate di aiutarli a comprendere.
  • Conservate tutti i loro lavori, che potranno essere realizzati su fogli di carta e raccolti in una cartellina, poiché tutte le forme di comunicazione sono di grande valore.
  • Tutte le loro idee sono preziose, trattatele con rispetto.
  • L’adulto potrà utilizzare un proprio manuale.

La metafilosofia del manuale è che le immagini possano essere d’aiuto più delle parole poiché queste ultime sono spesso inadeguate o insufficienti per descrivere i sentimenti. È importante permettere al bambino di esprimere la sua creatività. Il manuale va utilizzato come mezzo della sua espressione soggettiva, un supporto per liberarsi dalle emozioni dolorose, affinché egli possa cercare i propri significati, per sentirsi compreso al meglio.

Vogliamo che i bambini disegnino e creino immagini e situazioni a loro utili. Può essere frustrante parlare con qualcuno e correre il rischio di sentirsi fraintesi o ignorati.

Gli adulti richiedono ai bambini che utilizzano il manuale di:

  • Esprimere le proprie confusioni e preoccupazioni attraverso il dialogo e il disegno.
  • Suggerirgli il modo migliore per aiutarli; i bambini di solito hanno idee ben chiare in merito.
  • Costruire memorie e ricordi.
  • Creare insieme una “nuova normalità”, aiutandoli a sentirsi più forti, per affrontare un futuro migliore.

Il manuale non costituisce uno strumento di valutazione in quanto non ci sono risposte giuste o sbagliate. Rappresenta una preziosa guida per il bambino, nel suo viaggio di ricostruzione: oltre 60 proposte di approfondimento spiegate con tavole da approntare insieme.

Nella prima parte, preceduta da un focus sul bambino e la sua famiglia, si entra nel campo delle emozioni e delle sensazioni incontrate durante il lutto. Il bambino trova la pagina della felicità, quella della tristezza, dei sensi di colpa, delle preoccupazioni, della rabbia… un lavoro ampio e ben articolato, nel quale vengono proposti molti lavori creativi tra i quali egli può spaziare liberamente, secondo la sua sensibilità. È lì che inizia a creare degli elaborati mediante il disegno, i colori e alcuni materiali suggeriti. Molti adulti e bambini intelligenti sono meno dotati rispetto ad altri di intelligenza emotiva. Per questo è importante riconoscere che l’alfabetizzazione emozionale è un processo di sviluppo esistenziale da promuovere in tutti noi esseri umani. Se non riusciamo a identificare ed esprimere le nostre emozioni in maniera adeguata, avremo una vita costellata di difficoltà e complicazioni. Ad esempio, la modalità di ritirarsi in solitudine, imbronciarsi e arrabbiarsi invece di esprimere quanto e perché si è contrariati, può condurre a stati depressivi. Questa sezione del manuale vuole aumentare la consapevolezza dell’esistenza di una vasta gamma di emozioni, con lo scopo di collegarle a pensieri e comportamenti corrispondenti. Le figure da colorare servono a fornire un mezzo per comunicare ciò che potrebbe risultare difficile a parole. Bisogna porre attenzione a quali e quante emozioni vengono indicate dal bambino, quali vengono omesse e anche in che parte del corpo sono percepite. Ad esempio, dove si avvertono di più la tristezza, la rabbia? Nella gola? Nella pancia? Questi indizi sono utilissimi per comprendere come si possa aiutarlo. Sono esercizi da ripetere nel tempo.

Successivamente il bambino approda al valore del ricordo mediante diversi stimoli, suggeriti per valorizzare il momento che sta attraversando con la finalità di sviluppare positivamente un adattamento alla nuova situazione. In questa parte il processo è più narrativo: viene proposta la redazione di un giornale, il racconto della propria storia, una galleria d’arte, la realizzazione di un biglietto, di un calendario, di cartoline da spedire ai parenti, ecc. L’uso della narrazione non può che essere enfatizzato. Secondo Bruno Bettelheim, psicoanalista austriaco che si occupò dell’infanzia, i bambini raccontano storie per svelare i loro pensieri più intimi e le loro paure più recondite e opprimenti. Lo fanno per cercare di capire il mondo e trovare soluzioni ai loro problemi. Le storie sono un mezzo per accedere alla loro psiche, sia raccontandole sia leggendole. Il bambino è osservatore attivo della storia, del suo vissuto e ne costruisce una memoria per il futuro.

I ricordi sono un argomento molto importante. Quando qualcuno muore o si allontana, si rimane con un senso di vuoto incolmabile. Come si può riempirlo? Ci si sta dimenticando dei loro volti? Che tipo di persone erano? Come erano alla mia età? Cosa avrebbero detto o fatto? Troppe domande senza risposta. Costruire una Scatola o un Libro dei Ricordi può essere utilissimo e noi possiamo aiutare a realizzarli.

Il manuale è un buon inizio.

Guarda qui un’anteprima del manuale:


Come posso averne uno?

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