Le reazioni emotive dei bambini e degli adolescenti

Bambini e adolescenti possono reagire in modi molto diversi alla morte di una persona cara.

La prima reazione naturale quando si apprende della morte di una persona cara è lo shock. La manifestazione è soggettiva.

Una prima reazione potrebbe anche essere quella di ridere alla notizia della morte. Questa risposta è un riflesso su cui i bambini non possono esercitare un controllo cosciente e non va interpretato come un atteggiamento irrispettoso.

La risata ha origine dallo shock ed indica che il cervello del bambino lo sta momentaneamente proteggendo dalla realtà. Non è inusuale sentire i bambini che chiedono alla persona che gli comunica la dolorosa notizia se stia scherzando. A livello intellettivo riconoscono la verità ma a livello emotivo risulta loro estremamente difficile gestirla.

Un’altra reazione potrebbe essere quella di iniziare a riordinare la propria stanza, mettere a posto giocattoli, mettersi a studiare, etc…

Queste azioni possono sembrare meccaniche, come se avessero acceso il pilota automatico. L’espletamento di azioni ordinarie, come il riassettare, è indicativo del fatto che il bambino sta cercando di gestire le informazioni ricevute e sta provando ad “andare avanti normalmente”.

Altre reazioni che i bambini possono manifestare sono:

– difficoltà a ripetere verbalmente quanto è stato comunicato loro;
– scoppiare a piangere senza controllo.

Lo shock è uno stato protettivo: consente, al bambino o all’adolescente, di avere il tempo necessario per gestire la notizia nel modo che gli è più congeniale. Assume la funzione di una sospensione temporanea, prima che cominci ad affrontare la realtà. Non è il caso di allarmarsi se la risposta o la reazione dei bambini può sembrare inappropriata o fuori luogo. Diamogli il tempo di metabolizzare la notizia.

Come aiutare il bambino?

  • Rassicuralo che è normale sentirsi increduli o incapaci di accettare la morte di un proprio caro.
  • Quando spieghi ad un bambino l’evento luttuoso è importante farlo utilizzando un linguaggio semplice e chiaro. Digli la verità, esprimendoti secondo il suo livello di comprensione.
  • Rassicuralo di essere lì per lui, ascoltandolo e rispondendo alle sue domande.
  • Cerca di non allarmarti se la sua risposta appare fuori luogo. Lo shock, come abbiamo già detto, si può manifestare in modi diversi.

La negazione si manifesta col rifiuto di accettare o credere che la persona cara sia morta. Ad esempio, può capitare che il bambino non voglia lasciare l’ospedale o la casa per non allontanarsi dalla persona deceduta, o che si rifiuti di stare anche per breve tempo da un altro familiare, come la nonna, perché teme l’abbandono.

Anche la ricerca spasmodica della persona scomparsa fa parte delle dinamiche del rifiuto e questo può avvenire in modi diversi in base all’età. Ad esempio:

– pensare di giocare a nascondino con la persona deceduta nella speranza che non sia davvero sparita per sempre;
– cercarla sotto i letti;
– svuotare casse di giocattoli per vedere se la persona deceduta si stia nascondendo lì;
– volersi recare sul posto di lavoro della persona cara o in altri luoghi che frequentava abitualmente, con il desiderio di ritrovarla viva.

La negazione si può manifestare attraverso il rifiuto di tornare a scuola o di non voler più andare a dormire per paura di perdere il momento in cui la persona defunta ritornerà a casa.

Il rifiuto di accettare la morte può essere funzionale al bambino o all’adolescente, perché gli fornisce il giusto tempo per acquisire consapevolezza della nuova realtà.

Come aiutare il bambino?

  • Sii consapevole del fatto che il bambino che sta vivendo un lutto ha bisogno di tempo per accogliere la notizia e potrebbe manifestare il rifiuto della morte.
  • Parlagli apertamente, in modo che capisca di poter comunicare, senza temere di fare domande sulla morte.
  • Se il bambino cerca la persona deceduta, è bene spiegargli dolcemente, con un linguaggio adeguato all’età e al livello di comprensione, che non tornerà più.
  • Accogli il suo rifiuto della morte come un meccanismo difensivo che si dissolverà col tempo.

La rabbia è una reazione emotiva al dolore per la perdita, comune a tutti gli esseri umani. I bambini, secondo l’età e il livello cognitivo, potranno avere difficoltà a comprendere le proprie emozioni e a comunicare come si sentono. Possono sentirsi arrabbiati con loro stessi per qualcosa che percepiscono di aver fatto o non fatto e che credono abbia contribuito alla morte della persona amata. Allo stesso modo, possono sentirsi arrabbiati nei confronti di persone che pensano non abbiano fatto abbastanza per prevenire la morte del loro caro.

Un’altra reazione abbastanza comune è il provare rancore verso la persona deceduta, a causa del senso di abbandono.

La rabbia si può manifestare in diversi modi: possono dare in escandescenze, diventare aggressivi come diventare più irrequieti a scuola. Un adolescente in lutto potrebbe cominciare a sperimentare alcol o droghe nel tentativo di placare le emozioni forti che sta vivendo.

Come aiutare il bambino?

  • Incoraggialo a dare sfogo alla rabbia, prendendo a pugni un cuscino, andando a correre o facendo esercizio fisico. Ogni cosa utile a canalizzare la rabbia in modo sicuro andrà bene.
  • Rassicuralo che è normale provare rabbia nei confronti della persona deceduta e non è qualcosa di cui sentirsi colpevoli.
  • Se questa emozione porta il bambino a farsi del male o a fare del male ad altri, spiegagli che è legittimo provare rabbia ma non è giusto comportarsi in quel modo.
  • Spesso la rabbia è indirizzata alla persona più vicina al bambino. Restagli accanto, con affetto costante, senza dispiacerti e sottolineando che sarai al suo fianco sempre e comunque.

Questa reazione particolare è comune ai bambini di ogni età, essi implorano il ritorno della persona scomparsa in cambio della promessa che si comporteranno in un certo modo o che non faranno più alcune cose. Le reazioni al lutto possono essere fra le più svariate quindi non tutti i bambini ricorrono alla “negoziazione”. Quelli che lo fanno spesso supplicano un essere divino e superiore a cui attribuiscono il potere di riportare in vita il loro caro. Ad esempio, un bambino potrebbe dire: ”Per favore Dio, se mi riporti la mia sorellina ti prometto di fare sempre il bravo con mamma e papà”.

La negoziazione rappresenta il desiderio forte del bambino di portare indietro l’orologio a prima che la persona morisse. È uno strumento di distrazione dal dispiacere provocato della realtà, è un mezzo che fornisce una speranza di tregua temporanea al dolore della perdita.

Come aiutare il bambino?

  • Cerca di spiegargli delicatamente che non vi è nulla che si possa dire o fare per riportare in vita la persona cara.
  • Fagli capire, rassicurandolo, che non deve dimostrarsi perfetto per riavere la persona cara, poiché la morte è irrversibile.
  • Comprendi che, nonostante le rassicurazioni e le spiegazioni, alcuni bambini continueranno a negoziare e a pregare, perché ciò li fa sentire profittevoli nel tentare di riportare indietro la persona scomparsa.
  • Ricordati che questo comportamento sparirà non appena cominceranno ad adattarsi all’irreversibilità della morte.

La colpa può essere intesa come rabbia rivolta verso se stessi. I bambini e gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili quando si tratta di sentirsi in colpa per la morte della persona amata. Possono convincersi che la morte sia stata causata da loro, per qualcosa che hanno o non hanno fatto. L’emozione può essere amplificata se il bambino nutriva risentimento o ostilità nei confronti della persona, quando era in vita.

È davvero molto importante rassicurarlo sul fatto che nulla di ciò che può aver detto o fatto – o non detto e non fatto – ha causato la morte della persona cara.

Il bambino può addirittura sentirsi in colpa perché si è comportato male o perché ha preso brutti voti a scuola; mai sottostimare le sue percezioni del perché si senta responsabile. Quando gli si dice che non ha nessuna responsabilità sull’accaduto è importante spiegare anche il perché. Se il bambino esprime le ragioni per le quali si sente responsabile, ascoltalo pazientemente, rispondendo a eventuali domande anche con esempi adeguati alla sua età e al suo grado di comprensione.

Come aiutare il bambino?

  • Rassicuralo che non ha alcuna colpa per la morte della persona amata.
  • Esplora con lui i motivi per i quali si sente in colpa e spiega che non è in alcun modo responsabile.
  • Ricordati che non tutti ammettono di sentirsi in colpa. L’ansia crescente e la preoccupazione evidente sono segni inequivocabili di questo sentire. Fai in modo di essere sempre rassicurante.
  • Incoraggialo a parlare di come si sente e a che cosa pensa, nel modo e nei tempi da lui stabiliti.

Quando i bambini/adolescenti in lutto, capiscono che la persona morta non tornerà più, possono sprofondare nella tristezza.

La tristezza si può manifestare fisicamente, ad esempio con inappetenza, apatia e scarso interesse per gli hobby o gli sport che praticavano con piacere. Possono lamentare di provare pesantezza o debolezza.

In questa fase i bambini potrebbero iniziare a comportarsi in maniera confusa o distratta.

Tutto ciò è naturale. La presa di coscienza di cosa sia la morte può generare il timore che qualcun altro possa morire. L’ansia potrebbe anche derivare dalla paura di poter dimenticare come fosse la persona cara, come parlasse e come si comportasse. È molto importante che i bambini abbiano la possibilità di esprimere la loro tristezza.

Come aiutare il bambino?

  • Rassicuralo del fatto che le sue emozioni sono importanti. Aiutalo a sentirsi importante e protetto.
  • La depressione scaturita dalla morte di qualcuno non è come quella clinica, quindi è normale che si possano riscontrare in lui episodi e sintomi depressivi.
  • Se si sente pronto, incoraggialo a giocare, a interessarsi ai suoi hobby o agli sport e a frequentare gli amici.
  • Se a seguito della morte di qualcuno a lui caro noti aspetti comportamentali che ti preoccupano, ti consigliamo di rivolgerti a un supporto professionale.

Gradualmente i bambini o gli adolescenti riescono a comprendere l’irreversibilità della morte della persona cara, così si innesca un processo di adattamento alla nuova vita.

Il termine “accettazione” significa solo che i bambini hanno preso coscienza di quanto è accaduto e la vita non sarà mai più la stessa di prima. È tuttavia meglio parlare di “adattamento” alla loro nuova normalità.

Bambini e ragazzi avranno bisogno di tempo per raggiungere questo stato e il tempo necessario varia in modo soggettivo. La perdita vissuta ha già modificato in maniera drammatica la loro vita, minando le loro sicurezze emotive, perciò ogni altro cambiamento accrescerà in loro un senso di agitazione. Mantenere una routine quotidiana e cercare di vivere “normalmente” è per loro di grande aiuto. I giovani soggetti a un lutto reagiscono meglio se le loro abitudini non vengono sconvolte.

Come aiutare il bambino?

  • Aiutalo a comprendere che gli è permesso di essere felice, ridere, sorridere, giocare e ricominciare a vivere, poiché tutto ciò non è in alcun modo irriguardoso nei confronti della persona deceduta.
  • Rassicuralo che va tutto bene, anche se non pensa sempre alla persona morta.
  • Spiegagli che sebbene la vita non sarà mai più la stessa, avrà un’esistenza felice e un futuro emozionante davanti a sé.
  • Partecipa con lui ad attività organizzate; stimolalo a disegnare o a scrivere dei pensieri in ricordo della persona deceduta.