Gestire le ricorrenze a scuola

Come accompagnare i bambini in lutto nella Festa della Mamma e nella Festa del Papà

L’ insegnante che si domanda come comportarsi in classe con un bambino che ha perso un genitore, rivela già che la scuola non vuole lasciarlo solo. La Festa della Mamma e la Festa del Papà sono tra le ricorrenze più cariche di aspettative affettive dell’intero calendario scolastico. Tuttavia, per alcuni bambini possono rappresentare un passaggio delicato, soprattutto quando hanno vissuto un lutto o si trovano in situazioni familiari complesse. La scuola, in questi momenti, ha una responsabilità importante: quella di mantenere il valore della proposta educativa, senza escludere o mettere in difficoltà nessuno.

Due principi fondamentali

Prima di pensare alle attività, è utile riflettere su due aspetti importanti.

Il primo riguarda il ruolo della scuola nel lutto.
Per il bambino che attraversa la perdita di un proprio caro, la scuola rappresenta un luogo stabile e sicuro, uno spazio in cui nulla è cambiato mentre il suo mondo familiare è stato profondamente sconvolto. Proprio per questo è importante che l’ambiente scolastico continui a essere accogliente, ma anche rassicurante nella sua normalità.

Il secondo riguarda il bisogno di appartenenza.
Per i bambini è fondamentale sentirsi parte del gruppo, quindi simili agli altri. Un’attenzione eccessiva o troppo focalizzata su di loro rischia di metterli a disagio, facendoli sentire esposti o “diversi” proprio quando hanno invece bisogno di continuità, discrezione e appartenenza.

Il mondo familiare di oggi: una pluralità da accogliere

Prima ancora di focalizzarci sul lutto, è bene allargare lo sguardo anche su altre tematiche. Il mondo familiare contemporaneo è variegato: ci sono famiglie ricostituite, situazioni di separazione e divorzio, bambini che vivono con un solo genitore, con nonni o tutori, in affido, oppure con due mamme o due papà. Le ricorrenze legate alla figura materna e paterna attraversano tutte queste realtà in modo trasversale.

Questo non significa abolire le feste, ma ripensarle: cercare modalità più inclusive che permettano a ogni bambino di partecipare alle attività scolastiche senza sentirsi in imbarazzo, senza dover spiegare la propria situazione familiare davanti alla classe, senza portare a casa un elaborato che si riveli fonte di tristezza invece che di gioia.

Prima di proporre l’attività

Quando in classe è presente un bambino che ha perso la mamma o il papà, è necessario fermarsi a riflettere prima di avviare delle attività legate alla ricorrenza

È sempre importante:

  • Confrontarsi tra insegnanti per condividere intenzioni e modalità
  • Parlare con il bambino o la bambina in anticipo, in un momento tranquillo, chiedendogli come si sente e cosa preferirebbe fare
  • Coinvolgere il genitore di riferimento, per creare continuità tra scuola e casa

Parlarne con il bambino lo rende protagonista attivo, non solo oggetto di cura.

Un breve confronto prima e dopo l’attività può fare una grande differenza: permette agli insegnanti di calibrare la proposta e al genitore di essere coinvolto e pronto ad accogliere eventuali emozioni che emergono.

Ripensare le proposte: dall’individuale al collettivo

Le attività tradizionali, come il classico lavoretto per la mamma o per il papà, possono risultare difficili per alcuni bambini. Non si tratta di eliminarle, ma di trasformarle in proposte più inclusive.

La possibilità è di orientare l’attività verso un tema più universale, come la cura, la memoria, l’affetto, o la gratitudine, lasciando che ogni alunno lo declini nel modo che sente più autentico. Il valore educativo rimane intatto; cambia solo la cornice, che diventa più capace di contenere le differenze.

Una proposta praticabile è spostare il focus dal “pensiero per la mamma” verso qualcosa di più condiviso. Ad esempio, si potrebbe proporre la realizzazione di fiori, con tecniche adatte all’età dei bambini (disegno, collage, carta). Sarebbe un lavoro collettivo, vissuto insieme da tutta la classe, in cui nessuno si sente diverso.

Per chi ha perso la mamma, quel fiore potrebbe assumere un significato tutto suo: potrebbe scegliere di portarlo al cimitero, di regalarlo a una figura significativa oppure conservarlo nella sua scatola dei ricordi. Sarà il genitore ad accompagnarlo e sostenerlo, aiutandolo a trasformare quel momento in un piccolo gesto di vicinanza e memoria.

L’importanza della figura di riferimento

Il genitore rimasto è una risorsa preziosa e non solo un interlocutore da informare. Costruire con lui o lei un rapporto di fiducia e comunicazione aperta è la cosa più importante che una scuola possa fare in queste circostanze per rafforzare la continuità di un percorso condiviso.

Cosa evitare / Cosa favorire

  • Scegliere di non celebrare la ricorrenza
  • Mettere il bambino al centro dell’attenzione della classe in modo esplicito
  • Dare per scontato che tutti i bambini vivano la ricorrenza allo stesso modo
  • Forzare la partecipazione o il racconto emotivo
  • Parlare con il bambino di cosa fare e come partecipare
  • Permettergli di esprimere quello che sente
  • Utilizzare un linguaggio più ampio che si estenda ad altri affetti o figure importanti
  • Rapportarsi con la famiglia, prima e dopo l’attività

Celebrare la Festa della Mamma e del Papà a scuola è possibile anche in situazioni di lutto, a patto di farlo con attenzione, flessibilità e rispetto. Non esistono soluzioni valide per tutti, ma uno sguardo sensibile e inclusivo può permettere a ogni bambino di sentirsi accolto, senza rinunciare alla ricorrenza.
Le feste non devono diventare prove di normalità da superare: possono essere, invece, piccole e preziose occasioni di cura condivisa.